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Risveglio primaverile: Lavori in apiario da marzo a maggio

Questo articolo costituisce un compendio dettagliato delle conoscenze sulle operazioni apistiche cruciali che determinano la forza delle famiglie di api e la loro produttività nella prossima stagione di raccolta del miele.

Condizioni biologiche della partenza primaverile

Il periodo da marzo a maggio è il momento del ricambio critico delle generazioni, in cui l’ape svernante deve allevare le sue successrici. Il successo dell’apiario dipende dal ritmo di crescita della forza della famiglia, che a sua volta è una funzione della disponibilità di cibo, della temperatura nel nido e della qualità della regina. Una stimolazione condotta correttamente permette alle famiglie di raggiungere il picco di sviluppo proprio all’inizio della fioritura principale.

Marzo: Tempo del risveglio e della prima diagnosi

L’obiettivo principale dei lavori a marzo è permettere alle api un sicuro volo di purificazione e una valutazione preliminare delle loro condizioni dopo lo svernamento.

  1. Osservazione del volo e aiuto immediato
  • Le famiglie sane effettuano un volo di purificazione massiccio e breve. Api che strisciano sulla parete anteriore dell’arnia e la sporcano con escrementi possono segnalare nosemiasi.
  • Le famiglie “sospette” (volo debole, assenza della regina, fame) le controlliamo immediatamente, anche a temperature più basse (6–8°C), eseguendo solo le operazioni di salvataggio necessarie.
  1. Igiene e pulizia dei fondi
  • Il primo giorno dopo il volo di purificazione è necessario pulire i fondi dalla moria invernale. È consigliabile sottoporre la moria ad analisi di laboratorio per la presenza di varroa e nosemiasi.

Aprile: Stimolazione intensiva e ispezione principale della famiglia

Aprile è il mese in cui le api consumano più energia per l’allevamento della covata. I lavori si concentrano sull’assicurare calore e un’alimentazione ottimale.

  1. Ispezione principale primaverile dell’apiario
  • Eseguita con tempo senza vento e una temperatura minima di 14–15°C all’ombra.
  • Cosa facciamo:
    • Valutazione della forza: Una famiglia forte ad aprile dovrebbe occupare almeno 7–9 corridoi (circa 2–2,5 kg di api).
    • Controllo delle scorte: La famiglia deve avere 8–12 kg di miele e 1–2 telaini di polline immagazzinato. Le carenze vengono integrate con telaini di scorta o sciroppo.
    • Qualità della regina: Valutata dalla compattezza della covata. Una covata sparpagliata può indicare la necessità di sostituire la regina.
  1. Gestione del calore (Termoregolazione)
  • Restringimento del nido: Lasciamo solo tanti telaini quanti ne vengono coperti “a nero” dalle api. Questo permette di mantenere nel nido la temperatura di 34–35°C necessaria per la covata.
  • Nelle famiglie più deboli separiamo la covata (3–4 telaini) dalle scorte con un diaframma (diagramma), sotto il quale le api possono passare per raggiungere il cibo. La concentrazione delle api su uno spazio più piccolo aumenta la deposizione delle uova della regina del 20–80%. Attenzione! In caso di ritorno del gelo sarà necessario fornire a tali famiglie una pasta miele-zucchero sopra i telaini.
  • Utilizziamo pannelli isolanti laterali e isolamento superiore.
  1. Nutrizione stimolante e acqua
  • Indispensabile dal primo giorno del volo di purificazione in un luogo riparato dal vento. La mancanza di accesso all’acqua a marzo/aprile frena lo sviluppo del nido.
  • Utilizziamo sciroppo (invertito) in dosi di 150–300 g al giorno la sera, ciò imita l’afflusso di nettare e stimola la regina a una deposizione intensiva.
  • In caso di carenza di polline immagazzinato, forniamo paste miele-polline (es. 80% zucchero a velo, 19% miele, 1% acqua) o sostituti (es. lievito di birra opportunamente preparato)

Maggio: Espansione dei nidi e preparazione alla raccolta

A maggio avviene un rapido aumento del numero di api giovani (fino al 97% della composizione della famiglia alla fine del mese). Il compito principale è espandere lo spazio e prevenire l’umore sciamante.

  1. Espansione dei nidi e costruzione dei favi
  • Espandiamo il nido quando le api coprono il telaino estremo o iniziano a “imbiancare” con cera i bordi superiori dei favi.
  • Inseriamo telaini con favo vecchio (preferibilmente marrone chiaro) accanto alla covata.
  • Quando compare la prima fioritura, forniamo fogli cerei (1–2 telaini alla volta). Una famiglia forte a maggio può costruire 5–7 telaini.
  • Negli alveari a più corpi eseguiamo la rotazione: il corpo pieno di covata lo mettiamo sul fondo, e quello vuoto con favo vecchio e fogli cerei in cima.
  1. Contrasto alla sciamatura
  • L’eccesso di api nutrici in assenza di spazio per la covata e il nettare porta all’umore sciamante.
  • L’aggiunta tempestiva di melari, l’inserimento di telaini da lavoro (per la costruzione di covata di fuchi) e la creazione di sciami artificiali con 2–3 telaini di covata e api giovani eliminano efficacemente l’umore sciamante.
  1. Allevamento di regine e livellamento della forza
  • La seconda metà di maggio è il momento ottimale per iniziare l’allevamento di giovani regine.
  • Si possono rafforzare le famiglie più deboli (con una buona regina) con un telaino di covata opercolata prelevato dalle famiglie record, ciò livella il potenziale produttivo dell’apiario.

L’attuazione del programma sopra descritto assicura che le api non solo sopravvivano al difficile periodo del ricambio generazionale, ma entrino a maggio come potenti unità biologiche, pronte a sfruttare al massimo le fioriture primaverili ed estive.